Calcolo Food Cost

Gestione ristorante

Calcola food cost, margine di contribuzione e prezzo di vendita consigliato. Scheda piatto stampabile, gratis.

Step 1

Inserisci ingredienti, quantità e costi

Compila la tabella con gli ingredienti del piatto. Inserisci il prezzo al kg o al litro, IVA esclusa.

IngredienteQuantitàPrezzo al kg/L (IVA esclusa)Costo
Step 2

Definisci nome del piatto e prezzo di vendita

Indica il nome del piatto, il prezzo di vendita IVA inclusa al 10% (aliquota ristorazione) e il target di food cost desiderato.

Step 3

Risultati

Aggiornati in tempo reale mentre compili. Stampa la scheda piatto quando hai finito.

Costo produzione IVA esclusa, somma ingredienti
Food cost %
Margine di contribuzione Prezzo netto − costo produzione
Prezzo consigliato Per raggiungere il target FC
Cos’è

Cos’è il food cost e perché è importante

Il food cost è la percentuale che esprime il rapporto tra il costo degli ingredienti di un piatto e il suo prezzo di vendita al netto dell’IVA. È l’indicatore principale di redditività in qualsiasi attività di ristorazione: pizzerie, trattorie, ristoranti gourmet, mense, catering.

Food cost % = (costo ingredienti ÷ prezzo vendita netto) × 100

Un food cost basso significa margine alto, ma non è automaticamente positivo: porzioni troppo piccole o ingredienti scadenti per abbassarlo possono allontanare i clienti. Un food cost troppo alto, invece, erode il margine di contribuzione e mette a rischio la sostenibilità del locale.

Soglia ottimale

Qual è il food cost ideale?

Le soglie di riferimento del settore italiano della ristorazione:

  • Sotto il 25% — eccellente, alto margine. Tipico di pizzerie, panetterie, gelaterie, food truck
  • 25–30% — in linea con il target del settore. Standard di ristoranti tradizionali ben gestiti
  • 30–35% — attenzione, margine ridotto. Comune in ristorazione di alto livello con materie prime pregiate
  • Oltre 35% — sopra soglia, da rivedere. Necessario rinegoziare fornitori, riformulare ricette o aggiornare prezzi

Il calcolatore qui sopra evidenzia automaticamente in quale fascia rientra il tuo piatto e suggerisce un prezzo di vendita per raggiungere il target desiderato.

IVA ristorazione

Perché serve scorporare l’IVA al 10%

Il prezzo di vendita esposto al cliente nei ristoranti italiani include sempre l’IVA al 10%, l’aliquota agevolata per la somministrazione di alimenti e bevande. Per calcolare correttamente il food cost devi confrontare il costo degli ingredienti (tipicamente IVA esclusa, perché è la spesa che fai dal fornitore con fattura) con il prezzo di vendita netto, non lordo.

Il calcolatore esegue automaticamente lo scorporo dell’IVA dal prezzo di vendita inserito:

prezzo netto = prezzo lordo ÷ 1,10

Riferimento normativo: Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 633/1972 (legge IVA), che individua le prestazioni di somministrazione di alimenti e bevande tra quelle soggette all’aliquota ridotta del 10%. Per dettagli ufficiali consulta agenziaentrate.gov.it.

Se vuoi scorporare l’IVA da un prezzo lordo singolo, usa il calcolatore scorporo IVA con aliquota personalizzabile.

Esempi

Esempi pratici di calcolo food cost

Esempio 1 — Spaghetti alla carbonara

Ingredienti per una porzione: 100 g spaghetti (€ 2/kg = € 0,20), 50 g guanciale (€ 18/kg = € 0,90), 30 g pecorino (€ 25/kg = € 0,75), 1 uovo (€ 0,30).
Costo produzione: € 2,15. Prezzo vendita: € 14,00 IVA inclusa → netto € 12,73. Food cost: 16,9%. Eccellente, alto margine.

Esempio 2 — Tagliata di manzo

200 g controfiletto (€ 28/kg = € 5,60), 80 g rucola (€ 8/kg = € 0,64), 20 g grana (€ 22/kg = € 0,44), olio + sale € 0,30.
Costo produzione: € 6,98. Prezzo vendita: € 24,00 IVA inclusa → netto € 21,82. Food cost: 32,0%. In zona attenzione, accettabile per una tagliata di qualità ma valutare ottimizzazioni.

Esempio 3 — Pizza margherita

250 g impasto (€ 0,80/kg materie prime = € 0,20), 80 g pomodoro (€ 1,20/kg = € 0,10), 100 g mozzarella fior di latte (€ 7/kg = € 0,70), basilico e olio € 0,15.
Costo produzione: € 1,15. Prezzo vendita: € 7,00 IVA inclusa → netto € 6,36. Food cost: 18,1%. Margine ampio, in linea con la pizza tradizionale.

Strategie

Come ridurre il food cost senza compromettere la qualità

  • Negoziare con i fornitori — volumi più alti o pagamenti regolari sbloccano sconti significativi sul prezzo al kg
  • Standardizzare le porzioni — un dosaggio costante elimina sprechi e variazioni di costo tra una porzione e l’altra
  • Ridurre gli scarti — pianificare un menu che riusa parti diverse dello stesso ingrediente (es. ossa per fondi, scarti per ripieni)
  • Rivedere il prezzo di vendita — talvolta basta un incremento di 1–2 euro per riportare il food cost in zona ottimale senza far scappare i clienti
  • Stagionalità — usare ingredienti di stagione abbatte i costi e migliora la qualità percepita
  • Eliminare i piatti poco redditizi — un menu engineering periodico identifica i piatti che vendono poco E hanno food cost alto: candidati ideali da rimuovere
Tipologie

Food cost preventivo, consuntivo e full cost

Esistono tre approcci diversi al calcolo del food cost, complementari tra loro:

  • Food cost preventivo — calcolato sulla ricetta standardizzata prima della produzione. È quello che misura questo calcolatore. Serve per definire il prezzo di vendita.
  • Food cost consuntivo — calcolato a posteriori sui consumi reali di magazzino confrontati con i coperti serviti. Misura quanto effettivamente è costato cucinare in un periodo. Utile per identificare sprechi.
  • Full cost — include nel costo del piatto anche personale, utenze, ammortamenti, affitto. Più completo ma più complesso, indicato per analisi di sostenibilità complessiva del locale.

Per la maggior parte dei ristoratori, il preventivo è sufficiente come strumento decisionale quotidiano.

FAQ

Domande frequenti

Qual è la formula del food cost?
Food cost % = (costo degli ingredienti ÷ prezzo di vendita netto) × 100. Importante: il prezzo di vendita va sempre considerato al netto dell’IVA al 10% (aliquota ristorazione), altrimenti il calcolo sovrastima la redditività.
Perché il food cost si calcola sul netto e non sul lordo?
Perché l’IVA non è ricavo: è un’imposta che il ristoratore incassa per conto dello Stato e versa all’Erario. Calcolare il food cost sul prezzo lordo darebbe una percentuale artificialmente bassa e una falsa percezione di redditività.
Quanto deve essere il food cost in pizzeria?
In pizzeria il food cost è tipicamente molto basso, tra il 15% e il 22%, perché gli ingredienti base (farina, pomodoro, mozzarella) hanno costi contenuti rispetto al prezzo di vendita. Per pizze gourmet con ingredienti pregiati può salire al 25–30%.
Cosa include il prezzo di produzione di un piatto?
Nel food cost preventivo si includono solo gli ingredienti effettivamente presenti nel piatto. Personale, utenze, affitto, ammortamenti rientrano nel full cost, un calcolo separato che misura la sostenibilità complessiva del locale.
Come gestire gli ingredienti venduti a unità (uova, limoni)?
Usa l’unità “pz” (pezzi) nel calcolatore e inserisci il prezzo per singolo pezzo. Esempio: 1 uovo a € 0,30 → quantità 1, unità pz, prezzo 0,30. Il calcolatore moltiplica direttamente quantità per prezzo senza conversioni.
Posso stampare la scheda piatto?
Sì. Compila il calcolatore e premi “Stampa scheda piatto”. Il foglio di stile dedicato nasconde i menu del sito e produce un layout pulito da archiviare o appendere in cucina come riferimento. Non serve creare un account né lasciare email.
Il calcolatore funziona anche per il bar?
Sì, ma per le bevande di solito si parla di beverage cost con dinamiche diverse (margini molto più alti, food cost spesso sotto il 15%). La logica matematica è identica: usa lo stesso calcolatore considerando gli ingredienti del cocktail o della bevanda.